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Nella continuità …. Un
passo avanti!
Amici rotariani questo era
il titolo della mia relazione programmatica per quest’anno: a chiusura
dell’anno è doveroso fare qualche riscontro.
1.
Il rinnovamento
dell’effettivo del Club era uno dei primi obiettivi dell’anno: chiedevo
a tutti i soci un particolare sforzo a individuare, segnalare, proporre
e sostenere nuovi candidati. Avevo indicato un traguardo di 7 unità
aggiuntive per portare l’effettivo a 47 soci: oggi siamo in 51 con un
incremento lordo di 14 nuovi soci ed un incremento netto di 11. Una
serie di fatti e di eventi ci ha agevolato nel raggiungimento di questo
risultato e di ciò ne approfondirò alcuni aspetti nel seguito.
2.
Altro obiettivo indicato
era la qualificazione delle azioni svolte con riferimento al
coinvolgimento del tessuto sociale e produttivo del territorio
sottolineando la necessità di una maggiore incisività nell’azione. In
particolare riporto un brevissimo passaggio: Se non ci facciamo
conoscere per il reale contributo che possiamo dare all’esterno viene
anche meno la fonte per il rinnovamento dell’effettivo: in qual modo se
no un professionista affermato e disponibile a mettere a disposizione i
suoi talenti a favore della comunità locale, nazionale e internazionale
dovrebbe scoprire che esiste un Rotary che lo può mettere in condizione
di realizzare il suo obiettivo di condivisione? Allora dobbiamo provare
a realizzare iniziative di maggior coinvolgimento e che ci diano
effettivamente la possibilità di farci meglio conoscere: se le nostre
risorse sono insufficienti a realizzare grossi progetti, la
collaborazione con gli altri Club Rotary può essere la chiave. Su questo
punto credo che abbiamo fatto significativi passi in avanti e nella
direzione auspicata. Il Concerto del 2 dicembre è stata la prima
dimostrazione e la prima testimonianza del raggiungimento di parecchi
degli obiettivi auspicati; abbiamo:
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realizzato un
evento che ha riempito la Chiesa di Tutti i Santi a Roma; |
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coinvolto una
ventina di Club dell’area romana e limitrofa sia tramite la
vendita del CD promozionale, sia con la vendita dei biglietti
del concerto; |
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dato visibilità al
nostro club e nell’ambito dei Club romani e nell’ambito della
stampa distrettuale: ovviamente se non ci fosse stato il
concerto non ci sarebbe stato l’eco della stampa rotariana; |
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raccolto oltre
3.200 euro che abbiamo destinato a supportare le iniziative del
Club. |
Il concerto si è
realizzato anche, e soprattutto, grazie alla disponibilità assolutamente
gratuita di Maria Teresa Lo Bianco e del Maestro Gianmario
Cavallaro che sono stati già ringraziati con l’assegnazione di due
PHF. Correlatamente al Concerto si è svolta l’attività con il RC di
Latina per il Premio Lia Tortora che ci ha consentito di
realizzare in interclub con altri 3 Rotary Club (Roma Olgiata, Velletri
e Pomezia) il concerto di chiusura in cui si sono esibiti i primi
classificati: anche in questa occasione non è mancato il successo in
termini di partecipazione. La prima “Rotary Golf Cup Roma Castelli
Romani” celebrata per festeggiare il trasferimento della sede del
Club in questa sede e per raccogliere fondi a supporto del Matching
Grant con la Tunisia è stato un altro successo paragonabile al concerto
del 2 dicembre: questa volta gli ospiti protagonisti sono stati i
Rotariani golfisti degli altri club dell’area laziale: Roma, Roma Appia
Antica, Roma Nord Est, Roma Est, Roma Monte Mario, Roma Parioli, Tivoli,
Velletri, Golfo d’Anzio, Viterbo Ciminia. Il numero dei partecipanti e
la lista di attesa sono stati due buoni testimoni del successo
dell’iniziativa. La visibilità e il ritorno in termini di immagine è
stato notevole e, giova ricordarlo, anche la raccolta economica e ciò
anche grazie alla disponibilità del Circolo del Golf che ci ospita e che
è divenuto il nostro Sponsor più prestigioso e per l’accoglienza e per
le condizioni offerte. Questi due eventi sono stati, passatemi il
termine, il nostro “fiore all’occhiello” nel processo di collaborazione
con gli altri Club e il nostro “biglietto da visita” nell’accrescimento
della nostra visibilità sul territorio. Certamente questi due eventi
nuovi, originali ed attrattivi, unitamente agli altri già consolidati,
sono alla base della crescita numerica e qualitativa dell’effettivo del
Club.
3.
Altro traguardo
importante raggiunto è quello dell’attività internazionale. Nella mia
relazione programmatica lamentavo come nei suoi 34 anni di vita il Club
non aveva avuto modo di farsi una qualche esperienza in merito a
progetti di collaborazione internazionale utilizzando il braccio
finanziario del Rotary e cioè La Rotary Foundation. Su questo fronte i
risultati raggiunti sono stati e sono di rilievo: non solo abbiamo
partecipato al Matching Grant promosso dal RC Roma Appia Antica con il
RC israeliano di Lod, ma abbiamo imparato addirittura a gestire, come
International Partner, un Matching Grant con la Tunisia. A questo
riguardo devo dire che abbiamo imparato abbastanza: come International
Partner siamo riusciti a lanciare il progetto entro marzo di quest’anno
e a gestire e realizzare la contribuzione degli altri 5 club romani
co-sponsor in tempi estremamente contenuti: in meno di un mese
dall’approvazione tutti i contributi sono stati versati. L’attività
ovviamente con è conclusa ma questa fase, giudicata come la più
complessa e la più burocratica, è stata ultimata e possiamo ritenerci
ragionevolmente soddisfatti di quanto fatto.
4.
Un altro
passaggio della relazione programmatica riguardava il rapporto con i
club gemelli di Antibes Antipolis e di Mark &AA Breda:
esprimevo allora l’esigenza di dover approfondire la possibilità di
sviluppare progetti comuni per cementare operativamente il legame con i
Club gemellati. Al riguardo si sono create le premesse per una ambiziosa
collaborazione non solo con i suddetti Club ma anche con il RC inglese
di Abington Vesper: il progetto 3h, illustrato in occasione della
visita in Olanda, ha determinato la sottoscrizione di una “Dichiarazione
di Intenti” che vedrà il nostro Club impegnato nei prossimi 3 anni in un
progetto che, per rilevanza, supera di gran lunga le mie aspettative.
5.
Vediamo adesso
come il Club ha realizzato i progetti già individuati nella continuità
degli anni passati. Per il Forum sulla Ricerca Scientifica e
l’Innovazione, giunto alla sua settima edizione, avevamo indicato
l’esigenza di individuare una diversa strategia di approccio per dare
allo stesso, e quindi al Club, una maggiore penetrazione sul territorio
ed una connessa maggiore visibilità. Abbiamo scelto un tema di
particolare attualità ed interesse, abbiamo coinvolto il nostro Rotaract
e abbiamo avuto un successo di partecipazione di giovani che ci hanno
testimoniato il proprio interesse rimanendo sino alle 3 del pomeriggio
ad ascoltare le interessantissime relazioni. La riconferma
dell’interesse dei giovani l’abbiamo avuta in occasione della visita
agli impianti della Avio Spa di Colleferro. Certamente la scelta
dei relatori, il relativo livello accademico professionale e gli
argomenti presentati sono stati la chiave interpretativa del successo
ottenuto. Lo stesso Premio Pietrandrea, giunto alla sua decima edizione,
si è avvantaggiato di questa immissione di “giovinezze” nel campo della
ricerca: abbiamo allargato il territorio di riferimento a tutto il Lazio
e i risultati li abbiamo ottenuti. Gli auguri di Natale ce li siamo
scambiati in questa sede e, sempre nella ricorrenza della festività
natalizia, abbiamo replicato un piccolo gesto di solidarietà per gli
indigenti della Parrocchia del nostro Socio Onorario Don Raggi:
mi è venuto spontaneo intitolare questo gesto come “una buona abitudine”
da strutturare e consolidare. Finalmente siamo riusciti ad organizzare e
realizzare un RYLA sui prodotti tipici locali – anche di questo il Club
può andarne fiero: con la collaborazione dei nostri soci Luigi
Caporicci e Fabrizio Santarelli e di relatori esterni che
ringrazio abbiamo coinvolto i giovani destinatari del seminario. Un
progetto da replicare e consolidare.
6.
Parliamo adesso di finanze Nella relazione programmatica auspicavo:
“come riusciamo a concepire, organizzare e realizzare eventi anche
impegnativi e complessi (es. il Forum), occorre che concepiamo,
organizziamo e realizziamo eventi con l’obiettivo dichiarato di
raccogliere fondi destinati a progetti specifici. Ebbene, del concerto e
della coppa golf ho già riferito prima e, credo, anche questo traguardo
lo abbiamo raggiunto. Più in generale l’esercizio lo abbiamo chiuso in
attivo. A tutti i soci è stata consegnata una lettera contenente il
proprio estratto conto personale e una copia del Rendiconto consuntivo:
abbiamo avuto delle contribuzioni inattese, grazie all’iniziativa già
intraprese nell’anno precedente da Franco Lupi, ma, al netto di
questa cospicua contribuzione, peraltro non ancora incassata per
lungaggini burocratiche, tutta l’attività di incassi e di esborsi chiude
con un avanzo significativo di cassa che aiuterà il Club nella futura
realizzazione dei progetti. Un contributo significativo a questo avanzo
deriva anche, e in maniera non marginale, dal trasferimento della nostra
sede in questo ambiente meraviglioso del Country Club. E di questo
trasferimento il Club se ne è avvantaggiato e se ne avvantaggia in
parecchi aspetti che voglio qui sottolineare:
Abbiamo conosciuto ed
apprezzato un ambiente particolarmente qualificato in cui i nostri
obiettivi di servizio rotariano sono stati condivisi da parecchi dei
nuovi soci: ben otto golfisti del circolo del Golf sono stati cooptati
nel Club e sono oggi presenti come Rotariani a tutti gli effetti;
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Siamo “Ospiti
graditi” e questo, consentitemi, è il miglior riconoscimento; |
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Il club è divenuto
più attrattivo, oltre che per altri rotariani golfisti iscritti
in altri circoli del golf anche, e soprattutto, per l’innegabile
amenità e piacevolezza della struttura ricettiva. La visibilità
si è accresciuta anche grazie a questa nuova localizzazione. |
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Economicamente
realizziamo dei risparmi nei nostri incontri conviviali pur
mantenendo un elevato standard di qualità e di accoglienza. |
7.
Nella mia relazione
programmatica si faceva riferimento ai progetti già abbozzati all’epoca
ed in particolare al progetto “S’annamo a Divertì”. Il
progetto si è evoluto ed ha visto, proprio in questi luoghi,
l’accoglienza dei giovani destinatari dell’intervento cui hanno concorso
ben dieci Rotary Club dell’area romana e laziale. Dei Matching Grant ne
ho già parlato come pure del premio Lia Tortora, anche della
partecipazione alle iniziative dei Club Romani nell’ambito del Co.In.
abbiamo confermato e realizzato quanto ci eravamo prefissati: la
partecipazione al progetto comune (sul nuovo numero della rivista
distrettuale c’è un resoconto relativo alla donazione del pulmino alla
Fondazione Alberto Sordi) e la partecipazione finanziaria al
Centro di Riabilitazione Equestre.
8.
Non tutto quello che
avevamo previsto di fare siamo riusciti a realizzare: è mancato
all’appuntamento finale l’evento “una Domenica a Capannelle”
che pur essendo stato pianificato nei dettagli è stato annullato per un
contrattempo non connesso alla nostra volontà – in compenso altre
iniziative non previste sono state realizzate – mi riferisco in
particolare alla Coppa del Golf e al Matching Grant con la Tunisia.
9.
L’ultima riflessione che
facevo nella mia relazione programmatica riguardava la ricorrenza del
35° anniversario dalla fondazione del Club. Ma prima di parlare di
questo evento voglio spendere due parole sulle azioni che hanno
aumentato la visibilità del nostro Club. Il notiziario, inviato oltre
che ai soci ad una lista di altri amici rotariani, ci aveva fatto già
conoscere negli anni passati ma, da troppo tempo, sulla stampa rotariana
eravamo assenti. Oggi ad accrescere il nostro tasso di visibilità ha
concorso, oltre che la serie di eventi di successo di cui ho già parlato
prima, anche la capacità del nostro Andrea Nardi di stabilire un
contatto, estremamente fruttuoso, con la rivista distrettuale
“Voce del Rotary”: questo mensile distrettuale è stato
utilizzato per presentare le iniziative e anticipare gli eventi in
calendario. Dal numero di gennaio in cui davamo notizia del
trasferimento della nostra sede e anticipavamo il RYLA, tutti i numeri
successivi ci hanno visti presenti con servizi dedicati ad illustrare i
programmi in corso: non ci siamo mai lasciati prendere da tentazioni
auto celebrative ma abbiamo utilizzato lo strumento di informazione per
promuovere i nostri progetti, incluso l’ultimo numero appena uscito ove
si formula un programma per il prossimo anno. Anche la nuova edizione
(che vi sarà recapitata a casa fra qualche giorno e, che, per inciso ha
un titolo nuovo: “Paul”), continua su questa linea e mi auguro
che così possa essere anche in futuro.
10.
Un’ultima riflessione su
trentacinquesimo anniversario dalla fondazione del nostro Club – lo
abbiamo celebrato due settimane orsono e non ritorno sull’argomento se
non per anticiparvi che avrò il piacere di consegnarvi, quando sarà
pronto, l’aggiornamento relativo agli ultimi 5 anni al libro dei trenta’anni.
Nel frattempo voglio regalarvi, e questa è una mia personale iniziativa,
un piccolo ricordo di ciò che abbiamo fatto, tutti assieme, quest’anno –
i giovani del Rotaract stanno provvedendo alla distribuzione di una
sintesi delle attività svolte nell’anno.
11.
Prima di passare il
collare e il distintivo a Luigi voglio fare un particolare
ringraziamento ai componenti del mio Consiglio Direttivo che mi ha
aiutato e supportato nelle varie iniziative:
ringrazio Franco Lupi,
Past President, che ha recuperato, fra l’altro, il finanziamento del
RYLA, Paul Smeulders, Segretario che, malgrado la sua origine
anglofona, è riuscito a convocare i CD e a redigere i verbali in un
italiano più che accettabile, ringrazio Pino Eramo, Tesoriere,
che ha curato i conti del Club e i rapporti economici con i soci, e
ringrazio Giulio Marinelli, Prefetto, che ha curato
l’organizzazione delle serate e, in più, mi ha aiutato a traghettare il
Club in questa sede, e ancora i Consiglieri Antonio Perrone,
Giuseppe Guerreri, Marco Brunelli e Maria Farcomeni.
Un particolare ringraziamento al mio Incoming President Luigi Cimaschi,
cui oggi cederò il testimone, per l’aiuto datomi nelle azioni evolutive
del Club. Grazie ancora ai responsabili delle Commissioni: Franco
Catalano, Antonio Perrone, Carlo Gargiulo, Franco
Lupi, Franco Bronzini, e ancora i componenti della
Sottocommissione per le Ammissioni: Massimo Maoli, Giuseppe
Guerreri, Luigi Cimaschi e Fabrizio Santarelli.
Ringrazio tutti i soci per la collaborazione data nell’organizzazione di
particolari eventi ed in particolare: Maria Teresa Lo Bianco per
il concerto, Pierantonio di Ronzo e Antonio Rizzo per la
coppa del Golf, Paul Smeulders, Sergio Bartalucci e
Giuseppe Troina per il Forum, Massimo Maoli per la visita
agli impianti Avio di Colleferro e ancora Sergio Bartalucci e
Giulio Marinelli per il Premio Pietrandrea e tutto il Rotaract per
il contributo dato nell’organizzazione del RYLA e del Forum. Un
ringraziamento pubblico lo devo anche a mia moglie Tiuzza che mi
ha supportato e sopportato nei momenti di dubbio che, a volte, mi hanno
preso nella consapevolezza della gravosità della missione. Grazie ancora
a tutti.
Antonino Tinè
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Il Rotary International ha
annunciato un accordo di partenariato con la Fondazione Bill & Melinda
Gates , grazie al quale le due organizzazioni si impegneranno a donare
200 milioni di dollari come contributo allo sforzo globale di
eradicazione della polio. La Fondazione Gates ha versato una sovvenzione
tramite cofinanziamento di 100 milioni di dollari alla Fondazione
Rotary, che a sua volta si è impegnata a raccogliere la stessa somma nei
prossimi tre anni.
La
somma iniziale di 100 milioni di dollari sarà versata dalla Fondazione
Rotary entro il prossimo anno per sostenere direttamente le attività di
vaccinazione promosse dalla GPEI ( Global Polio Eradication Initiative )
– un'iniziativa internazionale patrocinata da OMS , Rotary International,
Centri statunitensi per la prevenzione e il controllo delle malattie e
UNICEF . “La straordinaria dedizione dei Rotariani ha contribuito in
modo sostanziale a portare la polio verso l'eradicazione” ha spiegato
Bill Gates, co-presidente della Fondazione Bill & Melinda Gates.
“L’eradicazione della
poliomielite rappresenterà uno dei successi più significativi nella
storia della medicina e noi abbiamo assunto l'impegno di contribuire al
raggiungimento di questo obiettivo”. Questa sovvenzione tramite
cofinanziamento è la maggiore di questo tipo donata dalla Fondazione
Gates, e la maggiore ricevuta dal Rotary nei suoi 102 anni di vita. Dal
1985, anno in cui è iniziato l'impegno globale del Rotary nella campagna
di eradicazione della polio, i Rotariani hanno donato a questo scopo 633
milioni di dollari. “I Rotariani di tutto il mondo si sono dati da fare
nel corso degli anni per raggiungere questo punto, ed è gratificante
vedere che i nostri sforzi sono stati riconosciuti in un modo così
significativo dalla Fondazione Bill & Melinda Gates” ha spiegato il Dr.
Robert Scott, presidente del Consiglio di amministrazione della
Fondazione Rotary.
“Ci
auguriamo che questo impegno comune del Rotary e della Fondazione Gates
possa essere di esortazione ad altri donatori: fondazioni, stati e
organizzazioni non governative, che ci aiutino con le risorse necessarie
a sconfiggere la polio una volta per sempre”. “Questo partenariato
rappresenta un traguardo storico e quanto mai provvidenziale per il
Rotary, che tramite il GPEI, si è impegnato nella lotta all'eradicazione
di una malattia che in passato ha causato la perdita di migliaia di vite
umane,” ha dichiarato il presidente del Rotary International, Wilfrid
Wilkinson. “So che, in quanto Rotariani, accetteremo la sfida e faremo
la nostra parte per completare l'opera.” La sovvenzione della Fondazione
Gates arriva in un periodo estremamente difficile per l’iniziativa, che
ha disperatamente bisogno di fondi per poter raggiungere l’obiettivo.
Sebbene l'iniziativa sia
riuscita a ridurre del 99 percento i casi di polio negli ultimi
vent'anni, il poliovirus selvaggio continua a essere presente in quattro
Paesi: Afghanistan, India, Nigeria e Pakistan. Quest'ultimo 1 percento
di casi è il più costoso da prevenire a causa di complessi fattori tra
cui l’isolamento geografico, l'esaurimento dei volontari, la difficoltà
di diffondere il vaccino, i conflitti armati e le barriere culturali.
“Questo investimento è l’agente catalizzatore di cui avevamo bisogno
nell’ultimo slancio verso l’eradicazione della poliomielite, ” ha detto
la Dr. Margaret Chan, direttore generale dell'OMS. “Abbiamo gli
strumenti tecnici per realizzare questo obiettivo e potremo liberare il
mondo dalla polio, se anche gli altri nostri sostenitori si faranno
avanti accettando la sfida”.
La maggior parte della
somma iniziale di 100 milioni sarà devoluta a favore delle iniziative di
immunizzazione di massa nei Paesi in cui la polio è ancora presente,
nonché per attività di sorveglianza, informazione e volontariato. La
sovvenzione sosterrà anche la ricerca volta a trovare i modi più
efficaci per arrestare la diffusione del poliovirus selvaggio. Il Rotary
distribuirà i fondi sotto forma di sovvenzioni all'OMS e all'UNICEF. “I
fondi donati dalla Fondazione Gates aiuteranno a intensificare le
iniziative della GPEI per distribuire il vaccino nelle località
isolate”, ha spiegato il direttore esecutivo dell’UNICEF, Ann M. Veneman.
“Questo importante contributo migliorerà la capacità di proteggere i
bambini, la fascia di popolazione più vulnerabile a questa malattia
debilitante.”
La Dr. Julie Gerberding ,
direttore generale dei Centri statunitensi per la prevenzione e il
controllo delle malattie, ha affermato che la collaborazione tra il
Rotary e la Fondazione Gates conferma l’importanza del settore privato
nelle maggiori iniziative di salute pubblica. “Come agenzia governativa,
riteniamo straordinario il ruolo assunto dai nostri colleghi del settore
privato in una campagna imponente come quella dell'eradicazione della
poliomielite. Il loro contributo è assolutamente fondamentale”.
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